Una nuova casa per il Comune

“Sei anni. Tanto è passato da quel 26 ottobre del 2016 che ha segnato per sempre la nostra storia. Una storia che, però, continua, per una comunità che non si è mai arresa e che oggi inaugura la sua nuova casa” – Lo ha detto ieri il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, nei minuti che hanno preceduto il taglio del nastro della nuova sede del municipio. Una struttura moderna, funzionale, assolutamente sicura e che ha trovato spazio nell’area di Protezione Civile del quartiere Vallicelle, uno dei più segnati dal sisma del 2016. “Si tratta di un edificio – ha aggiunto il primo cittadino – capace di accogliere tutti gli uffici del nostro comune nel massimo della sicurezza. Certo, inauguriamo una struttura provvisoria dopo sei anni dal sisma e questo significa che per la ricostruzione c’è ancora tanto da fare, ma oggi non è certo il giorno delle polemiche, anche perché bisogna riconoscere che da qualche tempo a questa parte un cambio di marcia c’è stato davvero”.
C’è stato e lo ha ribadito anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, presente alla cerimonia del taglio del nastro, che ha voluto ricordare quanto la parola “ricostruzione” non debba essere mai riferita solo e esclusivamente alle strutture, ma al rigenerare un territorio che ha bisogno, prima di tutto, di nuove opportunità. Parole, quelle del presidente Acquaroli, a cui hanno fatto eco quelle del capo dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio: “Avevo questo ruolo anche sei anni fa, ricordo con commozione le ore immediatamente successive al sisma di quei terribili giorni di ottobre. E’ stata dura, è stata durissima perché l’emergenza sembrava non finire mai e il territorio colpito era vastissimo, abbiamo lavorato fianco a fianco con le amministrazioni locali per tamponare la situazione e, anche se sicuramente degli errori saranno stati commessi, ci siamo riusciti. Camerino, ad esempio, non ha perso nulla e dopo l’emergenza si è potuto cominciare a pensare al futuro. Questa nuova sede degli uffici comunali è il segno che comunque si sta andando avanti, il segno della volontà di non abbandonare questi territori, ma anzi di metterli nelle condizioni di lavorare per il migliore futuro possibile”.
Un futuro che, però, passa anche dalla riconoscenza, con il sindaco Roberto Lucarelli che ha voluto anche premiare tutti quei dipendenti del Comune di Camerino che in questi anni hanno raggiunto la pensione, oltre ai rappresentanti di quegli enti e quelle istituzioni con cui si è lavorato fianco a fianco sin dal 2016. Senza dimenticare, chiaramente, chi ha tenuto il timone della città prima di lui: “Ringrazio il commissario prefettizio Paolo De Biagi e prima ancora i sindaci Sandro Sborgia e Gianluca Pasqui”. Proprio Pasqui, ieri in veste di consigliere comunale di Camerino e vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, ha ripercorso l’iter che ha portato alla realizzazione della nuova struttura, sottolineando, però, che c’è ancora tanto da fare: “E’ innegabile che la ricostruzione viaggia a pieni regimi solo ora e questo anche grazie al commissario Legnini, che non finirò mai di ringraziare, c’è bisogno di un ulteriore cambio di passo. Questa mattina, ad esempio, passavo davanti al cantiere di una scuola che sarebbe dovuta sorgere appena dopo il sisma per ospitare i nostri ragazzi e, invece, c’è ancora un cantiere a causa di intoppi burocratici di ogni genere e lungaggini che questi territori colpiti dal sisma non possono permettersi. Nelle prime fasi dell’emergenza è stato definito un cratere, ma forse è giunto il momento che chi di dovere faccia le dovute distinzioni tra chi è stato distrutto da quel terremoto e chi, invece, ha subito solo qualche danno. L’errore più grande è continuare a curare tutti i malati con la stessa medicina, senza distinguere le ferite”.

Contenuto inserito il 27/10/2022

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Autore Comune di Camerino

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