Comunicati Stampa

Nota del sindaco Pasqui su Santa Maria in Via

È l’ultima volta che intervengo sulla questione che riguarda la Chiesa di Santa Maria in Via. Lo faccio ancora una volta con la volontà di ribadire e fare ulteriore chiarezza in merito a quello che continua ad essere affermato a mezzo stampa. Già diversi giorni fa ho fatto pubblicare una dettagliata relazione dell’Ufficio Tecnico Comunale che ripercorre tutte le tappe che si sono susseguite in questi mesi fino alla messa in sicurezza dell’edificio. Ma per chiunque voglia approfondire ulteriormente la questione, per tutti i cittadini che abbiano a cuore quanto me le sorti della Chiesa di Santa Maria in Via, mi metto a disposizione personalmente, assieme agli uffici competenti, a fornire tutta la documentazione relativa nella massima trasparenza. La stessa documentazione, del resto, che è già stata fornita alla minoranza.

Leggo in vari articoli, che l’ingegnere del nostro Comune, Marco Orioli, a seguito del terremoto del 24 agosto avrebbe rilevato “potenziale pericolosità dal campanile” a causa della quale “era dovuta l’inagibilità dell’abitazione del parroco”. Questo non è assolutamente vero. In data 27 agosto, in qualità di tecnico incaricato dal Comune, l’ingegner Orioli ha effettuato un sopralluogo per verificare l’agibilità della Chiesa e della casa parrocchiale. A conclusione dell’ispezione, redigeva un verbale di sopralluogo nel quale si legge, testualmente, che “la Chiesa e la Canonica NON SONO AGIBILI, da rivedere. La Canonica (casa Parroco) inagibilità indotta dalla Chiesa”. La casa parrocchiale dunque al 27 agosto risultava inagibile a causa dei danni subiti dalla Chiesa che ricordo fosse stata duramente colpita dalla scossa del 24 agosto, e non dal campanile, sul quale non erano stati evidenziati danni e su cui si sono poi espressi diversi esperti il 18 ottobre.

In quella data, il 18 ottobre, infatti è stata redatta la Scheda per il rilievo del danno dei Beni Culturali, quella che il parroco sostiene di non averne avuta copia. Il documento, disponibile presso gli uffici del Comune, è stato sottoscritto dal prof. Casapolla Claudia e dall’Arch. Maione Alessandra dell’Università Federico II di Napoli, dell’arch. Borelli Fabrizio del Segretariato Regionale Mibact e anche dall’Arch. Giovanni B. Falaschi dell’Arcidiocesi di Camerino.
Questa scheda riporta l’elenco dei danni riscontrati nei diversi elementi che costituiscono il corpo di fabbrica; ovvero rileva un danno da moderato a grave alla facciata, un danno lieve agli archi trionfali, grave alla cupola, moderato nella zona delle cappelle. Ma non sono stati rilevati danni agli altri macro-elementi che costituiscono la chiesa: navate, aula, transetto, abside, aggetti e il campanile.
Non solo quindi, al 18 ottobre, non sono stati rilevati danni al campanile, ma tra gli architetti sottoscriventi figura anche l’architetto incaricato proprio dalla stessa Arcidiocesi di Camerino, che quindi aveva tutta la documentazione che lo attestava. Mi risulta assai strano quindi, che il parroco, verso il quale nutro profonda stima e al quale mi sento molto vicino, non abbia ricevuto dalla sua stessa diocesi copia del verbale del sopralluogo.

Per quanto concerne invece “l’inerzia del Comune”, ribadisco ancora una volta che il Comune ha fatto tutto quello che poteva fare per la Chiesa di Santa Maria in Via, sia dopo il sisma del 24 agosto che dopo i terremoti di ottobre.
Viene citato dalla minoranza l’articolo 15-bis del il decreto legge 189. Lo stesso decreto, datato 17 ottobre, viene pubblicato il giorno successivo, 18 ottobre, (convertito in legge il 15 dicembre). L’articolo citato prevede che i Comuni “…possono effettuare interventi indispensabili.. per evitare ulteriori danni ai beni culturali..”. È vero che il Comune “avrebbe potuto”, così come avrebbero potuto intervenire il proprietario e il Mibact, ma voglio ricordare che solo dopo 8 giorni da quel decreto legge la nostra vita è cambiata per sempre, con le scosse tremende del 26 ottobre che non solo hanno provocato i danni gravissimi che tutti conosciamo ma hanno anche azzerato tutto quanto valeva fino al giorno prima, facendo ricominciare tutto da zero.

A causa della fortissima scossa del 30 ottobre e del susseguente sciame sismico che si è protratto delle settimane seguenti, poi, i sopralluoghi sono stati sospesi per garantire l’incolumità dei tecnici e ripresi la seconda metà di novembre e i primi giorni di dicembre. Il 7 dicembre il Coc del Comune di Camerino con una nota ha richiesto al CCR Regione Marche un sopralluogo GTS per valutare le condizioni della Chiesa, sopralluogo che è stato effettuato tre giorni dopo, il 10 dicembre, durante il quale si prendeva atto dell’elevato stato del danno e la necessità urgente di interventi di messa in sicurezza che richiedevano un’apposita progettazione e non potevano essere eseguiti dai Vigili del Fuoco. A questo sopralluogo hanno partecipato anche il parroco, don Mariano Blanchi e l’ingegner Roberto Gagliardi, consulente della Parrocchia, i quali in quella data ribadivano verbalmente la volontà e la disponibilità di presentare un progetto di messa in sicurezza per la Chiesa di Santa Maria in Via.
Successivamente, il 22 dicembre il Dipartimento della Protezione Civile ha pubblicato la circolare sulle “procedure per la realizzazione delle opere provvisionali (puntellamenti e demolizioni)” nella quale si afferma, brevemente, che il Comune deve intervenire nei casi in cui si ravvisa la necessità di eseguire opere provvisionali finalizzate alla salvaguardia della pubblica incolumità (non nel caso di Santa Maria in Via, quindi, perché compresa in piena Zona Rossa), mentre invece quando l’opera provvisionale non è finalizzata alla salvaguardia della pubblica incolumità, ma è rivolta ad evitare ulteriori danni al Bene, l’intervento può essere realizzato dal proprietario, possessore o detentore dello stesso.

Tanto è vero che solo cinque giorni dopo, con una nota del 27 dicembre, protocollata il 30 dicembre, la Parrocchia di Santa Maria in Via ha trasmesso il progetto preliminare delle opere per la messa in sicurezza della Chiesa a firma dell’ingegner Gagliardi. Trattandosi di edificio sottoposto a tutela del D.lgs 42/2004 l’intervento è sottoposto alla superiore approvazione del Mibact.
Il Comune, quindi, non era l’organo predisposto a rispondere, ma nonostante questo da quel momento e per diverse volte in questi mesi sono state inoltrate diverse richieste di sollecito e di richiesta di informazioni circa lo stato di attuazione dell’intervento, come riportato dalla nota dettagliata dell’Ufficio Tecnico Comunale.

Riguardo invece allo smarrimento del fascicolo, esso era relativo ai sopralluoghi speditivi di agibilità effettuati su alcuni edifici pubblici e di culto dopo gli eventi sismici del 24 agosto. Fascicolo precedente ai terremoti di ottobre, quindi, e che era tra la documentazione presente negli uffici in centro, al Palazzo Comunale. Le scosse del 26 ottobre hanno poi fortemente danneggiato anche la sede comunale, anch’essa in pienissima zona rossa, e dalla quale si è provveduto nei giorni immediatamente successivi a recuperare il materiale necessario a consentire l’Attività d’ufficio. È stato presumibilmente ai primi giorni del mese di novembre che il fascicolo è andato perso, nella concitazione di quei momenti nei quali si effettuavano a più riprese accessi presso la danneggiata sede comunale. Ma non appena i tecnici se ne sono resi conto, hanno in primo luogo denunciato lo smarrimento del fascicolo alla Stazione dei Carabinieri di Camerino, il 16 gennaio. Il giorno successivo, il 17 gennaio, è stata fatta richiesta al Segretariato Regionale del Mibact di copia dei verbali e delle schede di rilevamento danni relative alla Chiesa di Santa Maria in Via. Alla suddetta richiesta il Segretariato Regionale rispondeva tre giorni dopo, il 20 gennaio, trasmettendo la documentazione richiesta. Chiaramente, ciò che nel fascicolo era stato redatto dai tecnici comunali (rapporto di sopralluogo allegato al fascicolo insieme alle ordinanze di inagibilità) è sempre stato disponibile tra la documentazione agli atti.

Ho voluto anche questa volta ripercorrere i passi, citando tutti i documenti e le normative, raccontando ai cittadini la realtà dei fatti. La stessa realtà contenuta nella documentazione che loro stessi, lo ribadisco, possono in qualunque momento consultare recandosi in Comune. Li invito a farlo, perché è ora che qualcuno la smetta di dire “sciocchezze” e di fare becera politica in un momento nel quale la mera lotta politica, basata tra l’altro su questioni che non trovano fondamento nella realtà, dovrebbe essere messa in disparte per concentrarci sull’unico interesse della nostra città e del nostro territorio. Comprendo l’indignazione del parroco, che da sindaco, da cittadino e da parrocchiano è la stessa indignazione che provo io nell’apprendere dei gravissimi ritardi che stanno gravando sulla situazione di Santa Maria in Via, luogo che ci è tanto caro e legato fortemente alla nostra tradizione cittadina.

Il sindaco di Camerino
Gianluca Pasqui

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Data di pubblicazione05/07/2017
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